Space crumpet – Passo dopo passo

Ho caldeggiato a lungo il ritorno del coniglio lunare. La prima volta mi ero negata il piacere di disegnare questa creatura misteriosa e… Puccettosa! Sì, sto rovinando il suo fascino tradizionale da antico oriente, ma non c’è niente da fare. Le cose stanno così.
Avevo proprio voglia di tratteggiarlo “alla vecchia maniera”, con la matita e forme semplici, da cartone animato. Guardatelo lì, con la sua frittellina tra le zampuccette! Va bene, ora la smetto. L’ho ripassato con rapidi da 0,4 e 0,9 prima di farlo balzare nel reame del digitale e ripulirlo un po’. La lotta contro la polvere di basalto nelle fessure della tuta è dura, ma qualcuno deve pur portarla avanti, no? Messo a posto il nostro coniglietto, restava solo la questione dello sfondo.
Semplicità al potere anche in questo caso, per non togliere i riflettori dal nostro vero protagonista. Ops… Scusa Caino! Non te la prendere, dai, che tanto di mascelle d’asino nei dintorni non ne trovi. Dicevo dello sfondo: mi sono armata del potentissimo strumento secchiello e l’ho fatto nero, per poi punteggiarlo di stelle.
Devo dire che non ho mai dubitato della scelta del bianco e nero. D’accordo il fascino degli animaletti pelosi, ma sono pur sempre qui in veste di ritrattista del primo assassino. Ritrattista non ufficiale, dici? Eh, chissà perché poi preferisco il coniglio…

Maria

Un altro cerchio della nostra storia ballerina si chiude, con il buon Caino che mette a segno il suo colpo gobbo ai danni della NASA, con un complice d’eccezione. Sì, Maria, con un puccettoso complice d’eccezione. Penso che il concetto sia chiaro ormai, eheh. Trovo curioso come le missioni spaziali abbiano perso l’atmosfera fantascientifica, per diventare vintage. Almeno nell’immaginario collettivo, l’estetica dello shuttle e delle tute resta legata agli anni Settanta, quando tutto il mondo restava con il fiato sospeso di fronte alla conquista dello spazio. A volte i tempi cambiano in un soffio.
Non che questa sia nata come frittella sulla NASA, ma mi chiedevo cosa avrebbe potuto fare di clamoroso il nostro Caino con l’aiuto del coniglio lunare. Volevo riprendere il discorso da dove l’avevo lasciato, ovvero da una valanga di dialoghi privi di senso, e ho pensato che aggiungere una terza voce, straniera nel suo inglese, avrebbe dato quel pizzico da incontri ravvicinati del terzo tipo. Del resto Caino ha dimostrato di preferire le chiacchierate vis a vis, perciò chi si ritrova tra lui e il ospite o anfitrione non può che fare la figura del terzo incomodo. Poco importa se sta per compiere il passo più famoso dell’umanità. Con tutte le teorie della cospirazione sul fatto che lo sbarco sulla Luna non sia mai avvenuto, in fondo potrebbe starci anche quella di un’imbarazzante ritrovamento in un cratere. Un giacimento di frittelle. Ci pensate a spiegarlo al mondo? Perciò se ve la sentite di prendere sotto gamba la versione di Caino, solo perché non trova conferma da nessuna parte… Be’, lo fate a vostro rischio e pericolo!

Oscar

Categorie: Accidia - Le fatiche per Caino

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