Dioscuri – Passo dopo passo

Fin dalla citazione, la parte grafica di questa frittella è stata molto chiara: un uranografia. O disegnetto delle costellazioni, per gli amici. Per fortuna avevo a casa un bel libro e mi sono potuta ispirare a una citazione di Duhrer, non il primo che passa. Volevo, però, più movimento e perciò ho moltiplicato braccia e gambe, ripulendo il corpo da tutte le ombre e ombrettine che mi sembravano rendere il disegno troppo vecchio. Ho anche cercato di dare a Castore e Polluce un’aria più matura e meno bambinesca e pacioccosa. Il cambiamento maggiore, naturalmente, sta nell’intenzione, perché io non volevo una costellazione appesa nel firmamento, ma un salvataggio in piena regola.
Per questo ho subito pensato di inserire come sfondo una foto a metà tra terra e cielo. Un suolo brullo, carico di toni di bruno, per richiamare in qualche modo l’Ade. La mia prima scelta è stata subito il Connemara, sperando di aver fatto una foto abbastanza buona ai tempi della nostra vacanza in Irlanda. Alla fine per fortuna ho avuto l’imbarazzo della scelta e mi sono lanciata sulla più pulita di tutte.
Per rafforzare il legame di uno dei due fratelli alla terra, ho ripreso la texture per colorarlo interamente, in modo da dare l’impressione che venisse strappato dal suolo. All’inizio le linee erano nere per entrambe, poi ho reso bianche quelle del fratello caduto per aumentare il contrasto. Volevo esaltare le differenze tra due gemelli e cogliere il momento esatto dello scambio. Un gioco da ragazzi insomma.

Maria

Volevo battere il ferro dei fratelli finché era caldo, andando avanti per associazioni d’idee. Il mito di Castore e Polluce così eroico e poco drammatico (il fratello mortale si fa ammazzare nel tentativo di fregare la moglie a un cugino, non so se mi spiego) mi è sembrato il contraltare perfetto a quello di Caino e Abele. Inoltre ho pensato che, almeno nelle ultime due frittelle, il nostro assassino si era divertito troppo a fare il sapientone, perciò ho deciso che era il caso di metterlo in difficoltà.
In un primo momento avevo pensato di rispolverare l’Ade, ma poi mi sono detto che era troppo presto per riproporre l’inferno. Quindi ho spostato l’ambientazione sull’Olimpo: visto che comunque il punto del gioco era scambiare i due gemelli, che a incontrare Caino fosse Castore o Polluce non faceva alcuna differenza. In ogni caso avrei avuto un interlocutore atletico e vincente da opporre al nostro protagonista.
Dal punto di vista stilistico, sapevo che il dialogo l’avrebbe fatta da padrone per dare vita all’equivoco conclusivo e ho cercato di equilibrare il pezzo concentrandomi sulla descrizione nella prima parte. Non posso dire di aver avuto proprio in mente gli assolati paesaggi della Grecia, o una montagna degna di questo nome: avevo già visto la foto di Maria del Connemara e tutto è diventato subito erba e vento.

Oscar

Categorie: Accidia - Le fatiche per Caino

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