La Caina

Mordred raggelato nel Cocito attende che Caino gli porti "il fiero pasto".

Una lastra di ghiaccio, dritta come un fuso e battuta da venti urlanti. Il sogno o forse l’incubo di ogni arrampicatore; se soltanto fosse stata una parete verticale.
All’Inferno, però, va tutto storto per definizione. Perciò niente montagna, solo un lago gelato; niente furia degli elementi, solo i lamenti dei dannati; niente teste di chiodo tra le crepe, solo teste di… Una raffica violenta censurò i pensieri di Caino, minacciando di strappargli di mano il cestino di vimini. Lui, però, lo lasciò cadere a terra solamente quando intendeva farlo: accanto alla sua testa preferita.
“Allora Mordred, come te la passi?”
Il cavaliere sollevò appena il capo, mettendo in mostra la pelle scorticata sulla fronte e le lacrime gelate intorno agli occhi. Meglio sorvolare sui convenevoli.
Caino aprì il cestino e accennò a stendere la tovaglia a quadretti, ma stavolta il vento la spazzò via. Sospirando, si rassegnò a disporre la sua frittella fumante sul ghiaccio.
Un’ombra guizzò subito sotto la superficie gelata e dita d’inchiostro serpeggiarono tra lo zucchero a velo. Forse Mordred non era un gran chiacchierone, ma non si poteva negare che fosse una buona forchetta: anche se non riusciva a sollevare la testa di carne, il corpo di tenebra poteva pur sempre imboccarla.
“Perché?”
La domanda uscì dal cavaliere con un sibilo, come se il cibo l’avesse costretta a fargli posto. Prima di rispondere, Caino fissò il buco di luce nel petto d’ombra, proprio all’altezza del cuore. Il segno lasciato dal tremendo corpo di Artù.
“Non c’è di che.”
Mordred scosse la testa e per l’irritazione perse la presa sull’ultimo boccone.
Caino sapeva bene che la domanda del dannato non si riferiva alle sue visite: entrambi portavano un marchio d’infamia, eppure solo uno era piantato nel ghiaccio come un chiodo. Con cautela raccolse il pezzo di frittella e l’accostò alla bocca del cavaliere, tenendosi pronto a ritrarre le dita.
Mordred, però, lo inghiottì di buon grado e Caino annuì soddisfatto. Lontano da qualche parte Lucifero continuava a sbattere le ali, raggelando la prigione che portava il nome del primo omicida. Ancora a piede libero.

Categorie: Gola - Le frittelle di Caino

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