amleto

Amleto – Atto V° – Scena I^

That skull had a tongue in it,
and could sing once:
how the knave jowls it to the ground,
as if it were Cain’s jaw-bone,
that did the first murder! It
might be the pate of a politician,
which this ass now o’er-reaches;
one that would circumvent God,
might it not?

Or of a courtier; which could say
‘Good morrow, sweet lord!
How dost thou, good lord?’
This might be my lord such-a-one,
that praised my lord such-a-one’s
horse, when he meant to beg it;
might it not?

Why, e’en so: and now my Lady Worm’s;
chapless, and knocked about
the mazzard with a sexton’s spade.
Here’s fine revolution,
an we had the trick to see’t.
Did these bones cost no more
the breeding, but to play at
loggats with ‘em?
mine ache to think on’t.

Quel teschio aveva una lingua,
e una volta sapeva cantare: guarda
ora come il marrano lo scaraventa a terra,
quasi fosse l’osso della mascella di Caino,
che commise il primo omicidio!
Quella che il furfante maltratta
potrebbe essere la zucca d’un politico,
tanto scaltro da ingannare perfino Dio,
non è così?

Oppure d’un cortigiano
capace solo di dire: “Buongiorno, dolce signore!
Come sta stamane il mio buon signore?”
O potrebbe essere Messer Tal dei tali
che tesse le lodi del cavallo
di Monsignor Tal’altro, solo per farselo regalare;
non può essere?

Sì, è così: e ora quella testa appartiene
a Madama Verme, smascellata e colpita
sulla chierica dalla vanga di un beccamorto.
Una bella rivoluzione,
se solo avessimo la saggezza di vederla.
Costò così poco nutrire queste ossa,
se in fondo dovevano servire solo
a giocarci ai birilli?
Le mie dolgono a pensarci.

Categorie: Superbia - Le citazioni su Caino

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